70 anni di Repubblica

I primi giorni di giugno di 70 anni fa l’Italia, appena uscita dall’incubo della seconda guerra mondiale, compiva uno dei passi più importanti della sua storia diventando una repubblica.
Giovedì 6 giugno, nel numero 27 dell’anno 71esimo Il Corriere della Sera titolava in prima pagina “È nata la Repubblica Italiana” e gran parte dei cittadinierano consci di aver partecipato in maniera attiva alla storia del proprio paese.
Con la firma dell’armistizio, l’8 settembre 1943, l’Italia si trovò nel caos. Il Re Vittorio Emanuele III e il governo Badoglio fuggirono da Roma lasciando la nazione divisa: il nord, rimasto alleato dei tedeschi,  governato dalla Repubblica Sociale Italiana costituita dopo la fuga del Re e il sud con il regno d’Italia liberato grazie alle forze alleate, all’azione dei partigiani e dei cittadini insorti contro l’invasore.
In questo marasma fu costituito il CLN, Comitato di Liberazione Nazionale, formato dai partiti antifascisti sciolti con decreto reale durante il ventennio. Questo comitato, al congresso di Bari del 1944, si candidava come nuovo governo della nazione chiedendo di assumere la guida del paese dopo l’abdicazione del Re al fine di uscire dal conflitto e garantire, a ostilità finite, un’assemblea costituente.
Con la liberazione di Roma, il 4 giugno 1944, Vittorio Emanuele III nominò il figlio Umberto “luogotenente d’Italia” in accordo con quella che è comunemente chiamata “la svolta di Salerno” in cui i partiti all’interno del CLN, accogliendo la proposta di Palmiro Togliatti, posticiparono la questione istituzionale a guerra finita in favore di un governo temporaneo tenuto dal principe Umberto.
 La conseguenza fu l’emanazione di due importanti decreti luogotenenziali: il primo fu il numero 151 del 25 giugno 1944 nel quale si dispose che, alla fine della guerra, fosse indetta una consulta in cui i cittadini avrebbero scelto la forma dello stato; l’altro fu il decreto numero 23 del 2 febbraio 1945 che estese il voto alle donne.
Il 9 maggio 1946 Vittorio Emanuele III si auto esiliò ad Alessandria d’Egitto abdicando in favore del figlio, che divenne Re Umberto II, il quale garantì di mantenere invariate le direttive circa la scelta della direzione governativa del paese. Il 2 e 3 giugno 1946 ebbe luogo il referendum a suffragio universale per scegliere se l’Italia sarebbe dovuta rimanere una monarchia o diventare una repubblica.
I voti furono 10’719’284 per la monarchia, 12'717’923 per la repubblica e 1'498'136 voti nulli.
L’Italia divenne così una repubblica e il suo primo presidente, seppur in forma provvisoria, fu Enrico De Nicola.
Sono ormai passati 70 anni da quegli eventi così importanti e decisivi nei quali la nostra Repubblica italiana ha conosciuto molti periodi difficili; alcuni l’hanno anche divisa in prima e seconda repubblica negli anni ’90, a seguito dei fatti di “mani pulite”, ma nonostante tutto è ancora una solida forma di Governo.
Come ogni anno la festeggiamo nel giorno in cui si decise tutto, il 2 Giugno, augurandoci e augurandovi una buona festa della repubblica.

Valerio “uno qualunque” De Paolis