Brexit: Un caso di importanza storica

Come tutti sappiamo la Gran Bretagna ha scelto, tramite referendum,  di uscire dalla Comunità Europea lo scorso 23 giugno. Il fronte dei “leaves”, coloro che hanno votato per l’uscita dall’EU,  ha vinto ed ora l’UK si appresta a rettificarne le conseguenze. 

Ciò che succederà è molto difficile da capire nel prossimo come nel lontano futuro.

Dalle prime ore successive al referendum, la nazione britannica passa un periodo di grossa crisi economica e di identità nazionale. La sterlina in poche ore è calata a picco, la vittoria così minima del fronte secessionista non ha fatto desistere quello opposto dei “Remain” che stanno raccogliendo firme, parliamo di milioni di firme, per poter ripetere il referendum.

In aggiunta a quanto detto, bisogna dire che il vento secessionista di cui l’UK sta sfruttando la spinta, si sta facendo sentire anche all’interno della nazione stessa, con Scozia e Irlanda che a loro volta, essendo per lo più paesi “Remain”, stanno iniziando a chiedere un referendum per staccarsi dalla Gran Bretagna.

L’Europa ovviamente non può accettare che una nazione così importante esca dall’UE impunita. Non si tratta di vendetta o di cattiveria, si tratta di scoraggiare altri eventuali uscite. Si parla di prevenire lo sgretolamento interno dell’Unione Europea.

Cosa  succederà allora in un futuro non troppo lontano? La gravità della situazione non permette di fare delle previsioni che non siano azzardate.

Potrebbe succedere che alla fine il referendum, a causa dell’enorme raccolta firme in corso, si faccia di nuovo, e che alcuni di quelli che hanno votato per l’uscita dall’EU, trasportati dalla propaganda, cambino parere e votino di rimanere, poiché l’opinione pubblica non sta facendo fare, al paese in questione, una bella figura. Ma se fosse così, probabilmente l’Europa. seppur venendo incontro all’UK, non la farà rientrare senza conseguenze, proprio per far capire agli altri stati membri la situazione.

Un altro scenario potrebbe essere, ad esempio, che l’UK si stacchi dalla EU, ma che poi Irlanda e Scozia, risentendo profumo di indipendenza, si stacchino a loro volta da essa e tornino in Europa come stati a sé stanti. Questo sarebbe un grande problema per la Gran Bretagna, in quanto passerebbe una delle crisi finanziare più importanti senza l’appoggio di due alleati come loro; e non è detto che le due, Irlanda e Scozia, se ne vadano per mezzo di referendum.

In tutto questo, la Svezia come si comporterà?

Il capo partito dei Sverige Demokraterna scriveva pochi giorni prima della Brexit una lettera al giornale “metro” in cui spiegava che anche il popolo svedese avrebbe dovuto avere la possibilità di votare per la sua uscita, oppure no, dall’Europa.

A parere personale, non credo che la Svezia vada a cadere nella stessa buca in cui il governo Cameron si è infilato, nonostante ci sia gente che possa desiderarne l’allontanamento dalla UE.

Fatto sta che questo episodio, per controverso che sia, sarà una di quelle pagine che i nostri figli leggeranno sul libro di Storia.

Valerio De Paolis