L'Istituto Italiano di Cultura ha una nuova direttrice, chi è Virginia Piombo?

Dopo Sergio Scapin, in pensione dallo scorso aprile, l’Istituto Italiano di Cultura ha una nuova direttrice. Dopo Lucia Pallavicini sono stati necessari 33 anni per averne una nuova: Virginia Piombo già direttrice in Croazia. 

Dopo Lucia Pallavicini lei è la prima donna ad essere stata scelta come direttore di questo prestigioso istituto di cultura. In che misura sente la responsabilità di questo compito?
Non so se sento una responsabilità maggiore in quanto donna; certamente di essere nominata qui a Stoccolma dopo una figura mitica come Lucia Pallavicini mi onora ma mi dà anche una spinta in avanti. Non so se sento la responsabilità in quanto donna, perché già sento grandissima la responsabilità di essere qui. Questo istituto, unico nel panorama degli Istituti di Cultura nel mondo- per storia, dimensioni e prestigio - da sempre sviluppa una proficua collaborazione con la Svezia e gli svedesi, ripeto, è già di per sé onore ed onere per me, a prescindere dal fatto che sono una donna. Non perché non abbia una ottica “femminista”, anzi. Per formazione e idee non mi pare un particolare secondario essere donna e non credo che tutto possa ridursi ad un problema di pari opportunità, dove certamente la Svezia ha raggiunto risultati molto più importanti dell’Italia.

Qualcosa sul suo orientamento estetico. Quali sono quei territori della cultura e dell’arte su cui maggiormente punterà?
Ognuno è influenzato dalla sua formazione, la mia è letteraria poi c’è un forte interesse per il cinema, la musica, il teatro.
Ma cerco di andare oltre quelli che possono essere considerati gusti personali. Sento, nella misura delle specifiche competenze che mi sono attribuite come direttrice di questo Istituto, la responsabilità di rappresentare un Paese. L’Italia è una grande paese. Certo non possiamo ignorare il fatto che stiamo vivendo – peraltro come altri - un periodo difficile, di “crisi” , ma resta, ne sono convinta, una grande Nazione che può giocare un ruolo importante sullo scenario internazionale. L’Italia esprime in tutti i campi molte eccellenze, io sento la responsabilità di dover contribuire a farle conoscere e a valorizzarle, indipendentemente dai miei gusti personali e preferenze. Il cinema. Faremo molto cinema. Il festival del cinema italiano sarà proposto anche quest’anno e l’anno prossimo riprenderà anche il festival del documentario che ha subito una pausa.

Coerentemente con le indicazioni che ci vengono dal Ministero degli Affari Esteri, cercheremo di porre particolare attenzione agli aspetti più contemporanei della cultura italiana. L’Italia è famosa soprattutto per il suo passato, ma non si vive di rendita culturale, è necessario andare avanti e mostrare che il talento esiste anche negli artisti delle più giovani generazioni. Bisogna anche cercare di diversificare il pubblico, coinvolgendo il pubblico più giovane, perché un rapporto con un Paese si costruisce nel tempo. Poi vedremo quali saranno quelle iniziative che possono risultare più gradite al pubblico più giovane svedese ed italiano. Non è un compito facile.
Da parte mia, mi pongo in un’ottica di servizio e in posizione di ascolto verso l’ambiente che mi circonda. Continuerò ad impegnarmi su quelle attività svolte dai colleghi che mi hanno preceduto e che si sono rivelate essere delle “buone pratiche”. Per questo vorrei continuare la collana letteraria creata dal collega Paolo Grossi o mantenere vive alcune iniziative musicali cui è stato dato inizio in passato.

Continuità, ma non imitazione o mera ripetizione: ognuno ha una propria formazione ed un proprio carattere che, lo si voglia o meno, imprime un’impronta personale alle cose che si fanno.

Una domanda un po’ diversa. Qual è o meglio quale sarà la sua politica nei confronti degli italiani in Svezia, quegli stessi italiani che sono attivi nel campo della tradizione e della cultura italiane da trasmettere agli svedesi?
La mia ultima sede è stata Zagabria. In Croazia la comunità italiana ha una tradizione molto radicata, diversa per origine e problematiche da quella presente in Svezia. Hanno un quotidiano, una rivista letteraria, una casa editrice, una presenza in Parlamento, questo per i noti motivi storici. Io ho cercato di mantenere i rapporti con queste realtà, ho ascoltato molto i punti di vista, cercando poi di coinvolgere la comunità anche nella vita culturale della capitale Zagabria dove la presenza italiana è minore.

Qui in Svezia cercherò di incontrare esponenti della comunità, non l’ho ancora fatto perché sono qui dal 9 giugno, per ascoltare le proposte, per proporre collaborazioni. So che voi organizzate il vostro congresso annuale qui da noi, naturalmente continuerete ad essere i benvenuti.

So già che la comunità italiana è composita e sicuramente avrà anche esigenze diverse. L’istituto cercherà di rispondere, nella misura del possibile, a quanto verrà manifestato dalle associazioni e dalla Federazione. Mi aspetto che possa instaurarsi un dialogo-confronto fruttuoso sul piano della collaborazione culturale.

Come Istituto, quello che facciamo è, in termini generali, contribuire a costruire e mantenere viva un’immagine autorevole dell’Italia e a coltivare la collaborazione con i partner svedesi con il coinvolgimento di tutti gli attori del Sistema Italia. Credo che questo contributo, che è un contributo esclusivamente culturale, aiuti anche la comunità degli Italiani.

Un punto importante sia nella proposta delle nostre eccellenze e dei nostri artisti, sia per i rapporti con la Svezia e quindi anche l’Europa è la lingua. Un tempo la lingua italiana era molto considerata qui in Svezia e la si insegnava non solo nelle università ma anche nelle altre scuole dalla materna al ginnasio, ora non è più così. Certe ideologie politiche ora al governo ne hanno ridotto il significato e l’importanza. Cosa pensa di fare su questo campo? Penso anche alle iniziative della Dante Alighieri.
Io tengo molto alla lingua italiana, anche io vengo dall’insegnamento e ho concluso la mia carriera di insegnante come lettrice di italiano all’università di Vilnius, in Lituania. Il tema è molto importante ed è sempre presente nelle agende degli incontri ufficiali al più alto livello. Il nostro Ministero è molto sensibile al tema e nuove importanti iniziative stanno per essere lanciate. A breve, infatti, ci saranno gli “Stati generali della lingua italiana “, proprio per individuare, con il coinvolgimento di tutte le Istituzioni interessate, strategie a medio e lungo termine finalizzate alla diffusione della nostra lingua nel mondo.

La nostra Rappresentanza, poi, segue molto da vicino la questione dell’insegnamento dell’italiano in Svezia, a cominciare dallo spinoso problema della chiusura della cattedra di italiano alla università di Göteborg.

Bisogna cominciare ad occuparsi dell’italiano insegnato sin dai primi ordini della scuola, cominciare dai bambini. E forse, occorrererà pensare anche agli italiani di seconda e terza generazione che magari hanno dimenticato la lingua. Perché non si può promuovere la nostra cultura se non si promuove anche la lingua. La diffusione della nostra lingua è påeraltro anche strumento di promozione, anche sul piano economico, del nostro Paese.

Per tanto tempo ci si è accontentati del fatto che la nostra lingua sia molto studiata nel mondo, si dice spesso che sia la la quarta lingua studiata per numero di studenti, e, per varie ragioni, l’impegno a sostenere lo studio dell’italiano nel tempo si è affievolito. Oggi siamo più consapevoli, anche guardando a all’entità delle risorse investite nel settore da altri Paesi, e penso, per esempio, all’azione de Regno Unito e della Germania nella formazione degli insegnanti .

Dobbiamo certamente fare di più, anche collaborando con coloro che con noi condividono questo interesse per la Lingua italiana. In primo luogo, la Dante Alighieri con la quale, visto anche i contatti che ho già avuto, penso di poter instaurare un rapporto di collaborazione.

In questa prospettiva, un primo importante appuntamento sarà la prossima “Settimana della Lingua Italiana nel Mondo” che si terrà dal 20 al 25 ottobre prossimo. Sarà un momento importante per attivare reti di collaborazione. Ma per un programma più dettagliato delle iniziative, do appuntamento ai suoi lettori alla ripresa dopo la pausa estiva.

Intervista a cura di Guido Zeccola