Stefano Bollani. Una passione senza confini

06/12/2014.
In occasione della fine del semestre presidenziale italiano nella Comunità Europea, L’Istituto Italiano di Cultura e l’Ambasciata Italiana di Stoccolma hanno organizzato, presso la Konserthuset di Stoccolma, il concerto di Stefano Bollani. La foltissima folla presente ha apprezzato moltissimo il concerto e i numerosi italiani hanno visibilmente mostrato la fierezza dei connazionali per un grandissimo della musica apprezzato in tutto il mondo. Nel concerto Bollani ha presentato pezzi musicali da tutta l’Europa, naturalmente eseguiti con lo stile e la bravura che lo distinguono. La parte del concerto più apprezzata è stata quella dedicata alle numerose richieste da parte del pubblico, ben 15 brani musicali di diversa natura, da Wagner agli Abba, dai Beatles a Carosone, il tutto composto seduta stante in un pezzo di jazz di alta qualità e senza tralasciare nulla, tutti i brani richiesti erano facilmente riconoscibili nella performance del maestro. Una serata piacevole che ha reso fieri gli italiani presenti.
Bollani comincia a studiare pianoforte all’età di sei anni, esordisce in pubblico a 15, si diploma al conservatorio e subito dopo intraprende una breve escursione, come turnista, nel mondo della musica pop prestando il suo talento a nomi come Irene Grandi, Raf e Jovanotti. Ma è il jazz a rimanere la sua più grande passione.
Quello che per altri sarebbe bollato come pura eresia per Bollani è invece motivo di arricchimento: con la leggerezza che gli è propria passa dal jazz al pop suonando sui dischi di Elio e le Storie Tese, Claudio Baglioni, Samuele Bersani, Fabio Concato, Daniele Silvestri, Bandabardò. E dal pop alla classica: si esibisce con alcune tra le più prestigiose orchestre sinfoniche quali la Royal Liverpool Philharmonic, l’orchestra Santa Cecilia di Roma, la Filarmonica del Regio di Torino, la Verdi di Milano. E soprattutto con la Gewandhaus di Lipsia diretta dal maestro Riccardo Chailly con cui nel 2010 incide per la Decca “Rhapsody In Blue/Piano Concerto in F” di George Gershwin, che vende solo in Italia oltre 55mila copie, e “Sounds Of The 30’s” in cui rilegge alcune delle pagine più significative degli anni Trenta interpretando brani di Ravel, Stravinsky, Weill, de Sabata.

MP